Il ’900 attraverso gli occhi di nonna Ester
Introduzione
Tempo fa mi sono imbattuto in questo sito “la storia le storie” un interessantissimo progetto promosso dal Comune di Pordenone, la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia ed altre associazioni. Ha come obiettivo il recupero della memoria della città attraverso i racconti dei testimoni della sua storia recente.
Un luogo e fonte di sviluppo e di aggregazione sociale e’ stato per un secolo il Cotonificio Veneziano con le sue tre sedi di quartiere Roraigrande, Torre e Borgomeduna. Quasi 12.000 operai, la maggior parte donne, sono passati attraverso queste strutture; persone che attualmente sono anziane, uniche a possedere quei ricordi che necessariamente vanno tramandati per non essere irrimediabilmente perduti.
Nella sezione “Interviste” ci sono le storie di oltre 40 persone che hanno partecipato a questo progetto. Storie trascritte e disponibili in formato .pdf – ma soprattutto ascoltabili (in formato .mp3) attraverso la voce dei protagonisti con le loro emozioni, i loro modi di dire, le loro inflessioni dialettali.
Alcuni di loro sono purtroppo scomparsi recentemente; donne e uomini che personalmente ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare da quando sono nato.
Scorrendo l’elenco dei nomi, con disappunto direi, ho notato che due persone non sono state coinvolte. Due nonni, i miei nonni. Le prime interviste sono dell’aprile 2004; nonno Ernesto era quindi gia’ scomparso da un paio d’anni a 94 (novantaquattro) primavere, di cui 50 (cinquanta) passate in cotonificio. Nonna Ester invece e’ ancora viva e vegeta, seppur con gli acciacchi dovuti all’eta’ ed ad una vita indiscutibilmente interessante.
Ester, classe 22 ed una lucidita’ e parlantina impressionanti da lasciare chiunque a bocca aperta. 85 anni a settembre, ma piu’ sveglia di me e te messi insieme. Ho ascoltato da lei storie d’altri tempi come nessun altro saprebbe narrare. Storie condite con sapiente sarcasmo, pungente ironia ed a volte malcelata fantasia che pero’ ha sempre dato quel tocco di romanticismo ulteriore, anche al racconto piu’ banale, ed una veste nuova a quello piu’ “consumato”.
Con l’aiuto di Iris, vorrei trascrivere le sue storie; non solo quelle riguardanti il periodo di lavoro al cotonificio, ma anche quelle relative al fascismo, alla seconda guerra, al boom economico, al ’68 ed agli anni di piombo.
Sarà difficile dare un senso cronologico ai fatti ed è molto probabile che il lavoro verrà suddiviso in “episodi”, ma il risultato sarà apprezzabile comunque.



