Escursione sul Monte Cinto (Colli Euganei)
Sabato 25 aprile abbiamo festeggiato il giorno della Repubblica con una splendida camminata tra i castagni del Monte Cinto e una visita culturale alla vecchia cava di via Bomba a Baone.

Accompagnati dal profumo del pane fresco in saccoccia, ci siamo diretti su per il facile sentiero, tra arbusti di ginestre, vigneti e ulivi, accompagnati dal felice cinguettare del pettirosso, dello scricciolo e della beccaccia. Poco oltre una graziosa casetta rustica restaurata dalla Provincia, proseguiamo in un saliscendi di sentieri costeggiati da piccoli castagni fino ad arrivare nei pressi di una cava di riolite. L’alta parete, circolare, ormai parzialmente ricoperta dalla vegetazione, è incastonata da lunge colonne di questa tipica roccia, che testimoniano ancora oggi l’origine vulcanica che le ha prodotte. La luce proviene dall’alto, ed offre la sensazione di entrare in un maestoso teatro.
Seguendo il percorso, la cava non è molto distante dai ruderi del castello medievale del monte Cinto. Fu raso al suolo e ricostruito più volte, e definitivamente abbandonato nel XV secolo. Alcuni tratti delle rovine sono ancora visibili tra la boscaglia, ma non ci si può aspettare nulla di entusiasmante. Mentre si può notare chiaramente una trincea appena sotto la cima del monte, costruita dai soldati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Decisamente molto più suggestivo è il Buso dei Briganti, punto di osservazione sulla pianura, da cui si potevano controllare le vie di percorrenza obbligate. Nel corso degli anni è stata torre di guardia, forte, polveriera clandestina e nascondiglio di briganti. L’impresa di trovare questa apertura nella trachite è stata alquanto curiosa e divertente, perché nascosta dalle rocce, dai cespugli fioriti e da un mandorlo. Una leggenda narra che l’albero di mandorlo fiorisce sempre per primo, tra tutti quelli dei colli euganei, e sarebbe nato e cresciuto davanti all’ingresso della porta dopo la morte di un brigante pentito.
Una volta oltrepassata la “soglia”, godiamo dello spettacolo che ci si offre davanti: splendide distese di verde e campi perfettamente delineati, bagnati dal canale Bisatto. Più lontano si possono scorgere, invece, il Monte di Lozzo e la pianura verso Montagnana e Noventa Vicentina.
Dopo alcune memorabili foto, riprendiamo il nostro tragitto, ormai quasi alla fine, dove ci aspettano due bellissimi modelli, a grandezza naturale, di animali preistorici: l’Allosauro (alto 3,5 m) e un Apotosauro (alto 8 m e lungo 18 m).
Ritornati al punto di partenza, dopo circa tre ore di cammino, abbiamo ultimato la nostra uscita con la visita alla fornace di Cava bomba ed il museo geo-paleontologico annesso.
Qui abbiamo seguito un percorso guidato che illustra in maniera completa le fasi del ciclo produttivo della calce e del cemento.
All’interno del complesso ci sono tre strutture principali che contengono:
- La documentazione sulla geologia e paleontologia dei Colli Euganei, cioè reperti fossili soprattutto pesci del Cretaceo superiore risalenti a 92 milioni di anni fa rinvenuti verso la metà degli anni ’70 nella cava di calcare annessa alla fornace.
- Una mostra di mineralogia generale: raccolta e collezione di minerali di tutto il mondo donata dal pittore e naturalista Delmo Veronese che si è dedicato per più di quarant’anni alla ricerca degli stessi.
- Una collezione geologica storica ovvero la collezione di minerali, rocce e fossili, raccolti tra la fine del ’700 e la prima metà dell’800, dal conte Nicolò Da Rio.
Link di approfondimento:
I nostri scatti (52 foto)
Il sentiero del Monte Cinto (pdf)
Cartina (.pdf – 4.73 MB)
Cava Bomba


8 maggio 2010 alle 23:46
I have an original oil painting by ‘Delmo Veronese’, it is named ‘L’oro di Bolca’ 1967. I am curious if he is still alive and if so, can he be contacted.
19 maggio 2010 alle 21:04
Hi doug, Delmo Veronese died in 2001
.
20 maggio 2010 alle 14:36
mike- thank you for your reply. Do you know of the museum in Padua that has a room in honor of him? And if so is there a contact number? I would like to find out if the painting of Delmo Veronese’s called ‘L’Oro di Bolca’ is valuable. Thanks again,Doug