Un venerdì mattina di giugno. Son già sulla poltrona da 5 minuti e so che nello stesso tempo sarò fuori di lì. Uno dei privilegi di essere uomini è infatti il non sentirsi assolutamente in dovere di buttare il proprio tempo nella cura eccessiva ed ossessiva della persona.
Ho sentito una volta Roberto dire che oramai sarebbe capace di tagliare i capelli a chiunque ad occhi chiusi, e non fatico a credergli: è bravo e veloce; con un unico, piccolo difetto: tende un tantino troppo a ‘standardizzare’. Tutte le persone che escono dal suo salone sono, infatti, l’una la fotocopia dell’altra (dai capelli in su, ovviamente). Ma per 12 euro senza fattura siam tutti contenti.
Si apre la porta, Roberto saluta sorpreso: “Ciao Marco!”
“Ciao”, un timido sorriso e Marco si siede in attesa.
“Sei in partenza?”
Sapendo a cosa Roberto si riferisca, Marco risponde: “Sì, ma ho un torneo in Francia la prossima settimana”
Roberto, incredibilmente molto rispettoso, quasi riverente, non chiede più nulla.
Di lì a poco anche Marco si siede sulla poltrona, con il suo sorriso gentile, più volte apprezzato in TV.
Io mi alzo, saluto ed esco.
Ma avrei dovuto dirglielo, in bocca al lupo, Marco! Siamo orgogliosi di te. Continua…